TORINO, 5 FEB - Fiori a San Valentino? Si', grazie. L'associazione dei fioristi torinesi aderente all'Ascom si ribella alla campagna promossa dall'Unicef: 'Rose rosse? No grazie. A San Valentino quest'anno regala qualcosa di speciale alla persona amata'. Fra i regali suggeriti ci sono coperte di lana e alimenti terapeutici per bambini dei paesi in via di sviluppo.
Quando la ragione del commercio e del denaro prevalgono sul buon senso comune. Capisco i commercianti che in quel giorno mettono sicuramente “a segno” il più bell’incasso dell’anno, capisco l’associazione, che difende i suoi associati, però, perdonate, forse si poteva mostrare più sensibilità e magari non contraddire così apertamente, frontalmente, un’iniziativa dell’UNICEF tutto sommato giusta. Chi può dire di no ? E’ meglio regalare un fiore o un’opera di bene ? Ho come l’impressione che nella bilancia del buon senso ci sia qualcosa che pende dalla parte sbagliata. Succede spesso, ultimamente, a noi ‘taliani
Anche perché, non me ne vogliano i fiorai, che ammiro, stimo e se potessi tutelo, certe bellissime orchidee sono ancora “più” bellissime nei prati, un po’ in meno in vaso, dove qualche giorno dopo son destinate a chinare il capo e rinsecchire. E le rose ? Il capolavoro della natura ? Non son forse stupefacenti, le rose, quando sono attaccate al roveto ?
Il mazzo di fiori alla fin fine è come un pacchetto, un involucro, un contenitore. Mette in scatola il gesto, un idea, la vaga partecipazione. Soprattutto è un luogo comune spaventosamente convenzionale. I fiori per dire qualcosa. Ma che cosa poi ? Dillo, se hai qualcosa da dire.
Paradossalmente, regalare fiori è come regalare un’animale impagliato, anzi peggio, un animale vivo destinato ad impagliarsi da solo. Lungi da me fare l’animista, o portare all’estremo un’ideale bucolico di panismo sfrenato (la natura è bella solo in natura ), però questa cosa dei fiori recisi, imbottigliati e chiusi col fiocco, non lo so, è come se bevessi un chianti e mi rimanesse il gusto di cedrata.
San Valentino. Ciao, ti ho portato un mazzo di fiori. Oh, grazie, bellissimo, profumatissimo, delicato, che meraviglia che sei. Uhm. Eppure, così stretti, tagliati, plastificati, queste meravigliose rose sembrano di polipropilene. Le rose di plastica del “Amore, ti amo”.